L’effetto Sinner conquista anche la politica e trasforma un semplice sport in un terreno di confronto acceso tra maggioranza e opposizione.
Jannik Sinner continua a coinvolgere e a sorprendere, e non solo per ciò che accade sul campo. Il tennista azzurro, infatti, senza ombra di dubbio il simbolo sportivo più trainante del momento, sta generando onde d’urto che travalicano il tennis e arrivano persino in politica. È curioso vedere come una figura nata e cresciuta nel mondo dello sport possa diventare inconsapevolmente protagonista anche nel dibattito politico.
E’ esattamente ciò che sta accadendo in Valtrompia, dove l’entusiasmo per il tennis ha raggiunto livelli che, fino a poco tempo fa, sembravano impensabili. A Sarezzo, un comune che ha sempre mantenuto viva una certa passione per le attività sportive, il clima è cambiato completamente nell’ultimo anno. L’«effetto Sinner», come ormai è stato ribattezzato un po’ ovunque, ha riportato molte persone sui campi da gioco e ha spinto tantissimi giovani a riscoprire la racchetta.
Effetto Sinner: la politica non resta a guardare
Il numero di ore di utilizzo degli impianti è cresciuto a vista d’occhio e questo ha generato la necessità di un piano più strutturato, qualcosa che potesse trasformare questa ondata di entusiasmo in un progetto concreto per il futuro.
E’ interessante notare come lo sport sia tornato a essere un punto di contatto – e allo stesso tempo di confronto – fra maggioranza e opposizione. Sinner non ha alcun ruolo diretto in questo, è ovvio, però la sua figura fa da leva emotiva e simbolica, contribuendo a creare un terreno su cui le amministrazioni locali devono necessariamente muoversi. Ed è proprio qui che nasce la contesa politica attorno al tennis saretino.

L’Amministrazione guidata dal sindaco Valentina Pedrali ha annunciato che a metà gennaio verrà pubblicato un bando di concessione ventennale basato su un modello di partenariato pubblico-privato. Una formula che, in effetti, sempre più comuni stanno adottando per evitare costi troppo elevati sulle casse pubbliche e, allo stesso tempo, garantire servizi moderni e ben gestiti. Nel caso specifico di Sarezzo, il nuovo gestore non dovrà pagare alcun affitto, però si dovrà assumere l’onere di investimenti superiori ai 200mila euro, cifra definita dalla perizia tecnica comunale. Un impegno economico importante, che però consentirà di rinnovare gli impianti e di mantenerne alto il livello, proprio in un momento in cui la domanda cresce in modo considerevole.
Ciò che colpisce è che anche dai banchi dell’opposizione arrivano apprezzamenti piuttosto chiari. Il consigliere Giacomo Cameletti, spesso critico nei confronti della maggioranza, ha invece riconosciuto che il piano presentato «completa l’offerta e copre tutte le fasce d’età, con particolare attenzione ai più giovani». Un commento che conferma come il tennis, forse grazie anche al carisma mediatico di Sinner, stia diventando un elemento aggregante più che divisivo. È un piccolo paradosso politico, ma tutt’altro che raro quando lo sport riesce a parlare un linguaggio universale.
Il 2026 sarà un anno particolarmente importante per la programmazione sportiva del territorio. È prevista un’analisi complessiva di tutti gli impianti, così da definire un piano pluriennale di manutenzioni straordinarie e interventi mirati. Anche in questo caso, l’interesse acceso attorno al tennis potrebbe fungere da motore trainante per una visione più ampia e più moderna dello sport locale.
L’effetto Sinner, insomma, non si limita ai punti messi a segno sul cemento australiano o alla grinta mostrata sui campi indoor. Arriva fino ai consigli comunali, influenza la progettazione degli impianti sportivi e, senza volerlo, diventa un esempio positivo che unisce più che dividere. Un fenomeno raro, soprattutto in tempi in cui ogni tema sembra diventare terreno di scontro. Eppure, proprio il tennis, grazie alla sua eleganza e al suo spirito competitivo, sta dimostrando che c’è ancora spazio per una passione capace di mettere d’accordo tutti.