C’è chi nel pareggio col Genoa ha visto un punto guadagnato e chi due punti persi, ma per il Milan i problemi sono altri: l’accusa è pesantissima.
Il campionato di Serie A sta attraversando una fase delicata, nella quale il tema arbitrale è tornato con forza al centro del dibattito. Nelle ultime settimane, più che i risultati di campo, a occupare le prime pagine sono stati episodi controversi, interpretazioni discutibili del VAR e direzioni di gara finite sotto accusa. Una sequenza che ha alimentato la sensazione di un sistema in affanno, incapace di garantire uniformità e serenità nei momenti decisivi delle partite. La sospensione di Simone Sozza dopo le polemiche seguite a Lazio-Fiorentina è stata solo l’ultimo segnale di un clima sempre più teso.
In questo contesto, anche il Milan si è ritrovato coinvolto in una discussione che va ben oltre il risultato. Il pareggio interno contro il Genoa ha lasciato strascichi profondi, non tanto per l’1-1 maturato sul campo, quanto per quanto accaduto nei minuti finali. Un finale che ha condensato tensione, nervosismo e una gestione complessiva che ha sollevato interrogativi sul controllo della gara. Episodi del genere non sono più isolati, ma sembrano inserirsi in una tendenza che sta minando la credibilità del sistema arbitrale agli occhi di tifosi, dirigenti e addetti ai lavori. Il Milan, dal canto suo, non è nuovo a finali convulsi in questa stagione.
Più volte i rossoneri si sono trovati protagonisti, loro malgrado, di situazioni limite nei minuti di recupero, tra proteste e decisioni contestate. A San Siro, contro il Genoa, la partita sembrava avviata verso una sconfitta pesante, prima del pareggio in extremis. Ma il tempo di recupero ha trasformato una rimonta salvifica in un caso nazionale, riaccendendo una polemica che si è allargata ben oltre il terreno di gioco.
Milan-Genoa, De Rossi tuona: “Non siamo gli scemi del villaggio”
A distanza di giorni, infatti, è arrivata una presa di posizione netta da parte di Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, che ha scelto di tornare sull’episodio della “buca” scavata da Pavlovic con parole tutt’altro che concilianti. De Rossi ha sottolineato come, in situazioni simili, l’arbitro debba esercitare un controllo più incisivo, soprattutto quando il clima diventa incandescente. Il riferimento è stato esplicito alla lunga attesa prima della battuta del rigore, quasi quattro minuti che, a suo avviso, hanno contribuito a creare un contesto caotico. Il tecnico rossoblù ha chiarito di non voler ridurre tutto a una questione tecnica, precisando che Nicolae Stanciu non ha sbagliato il rigore per la presunta irregolarità del dischetto. Il punto, secondo De Rossi, è un altro: l’atteggiamento dei giocatori del Milan. Per lo spessore di quella maglia ti aspetti altri comportamenti – ha spiegato, evidenziando come la tensione agonistica non debba mai sconfinare in gesti che possono essere percepiti come provocatori o antisportivi.

Pur riconoscendo che l’arbitro Maurizio Mariani abbia diretto bene la gara nel suo complesso, De Rossi ha parlato apertamente di “far west” nel momento del rigore, rivendicando rispetto per il Genoa. Non siamo gli scemi del villaggio – ha aggiunto, rimarcando come certe dinamiche rischino di penalizzare sistematicamente le squadre considerate meno blasonate. Le parole dell’allenatore rossoblù chiudono idealmente il cerchio di una vicenda che va oltre Milan-Genoa. Raccontano di un campionato in cui il confine tra agonismo e polemica è sempre più sottile, e in cui ogni episodio diventa detonatore di tensioni latenti.