Il confronto è impietoso, secondo la stampa, Rafa Leao ha ingiustamente messo in ombra il giocatore. E le cose cambieranno presto.
Il calcio spesso può essere meritocratico, ma altrettanto spesso non lo è affatto. Pensate rapidamente a tutti i grandi calciatori, inclusi tanti italiani, che pur avendo un talento stellare non hanno mai vinto una Coppa del Mondo o una Champions League o, ancora, un campionato di Serie A quando magari, giocatori ben meno talentuosi hanno vinto tutte e tre le competizioni come riserve di una squadra molto forte.
Allo stesso modo capita spesso che determinati calciatori non ricevano il riconoscimento che forse meriterebbero da tifosi e allenatore per il loro apporto decisivo ad una squadra. Questo avviene soprattutto nei club dove capita che giocatori molto pagati e molto famosi, proprio in virtù del loro status, possano mettere in ombra compagni più in forma costringendo gli allenatori a scelte complicate.
Anche nel Milan di Massimiliano Allegri c’è una situazione analoga. Il direttore di TeleLombardia Fabio Ravezzani si è espresso sui suoi profili social parlando della situazione paradossale in cui si trova un talento del Milan che, anche quest’anno, si sta rivelando decisivo, eppure, viene sempre trattato da stampa e alcuni tifosi come un “rimpiazzo” di un altro nome.
Leao o Pulisic? Allegri è alle strette
Christian Pulisic, centrocampista offensivo ed attaccante, è anche quest’anno l’uomo che ha tenuto a galla il Milan quando gli altri attaccanti, Rafa Leao e Cristopher Nkunku inclusi, hanno smesso di segnare. Il francese? Si è appena sbloccato con due gol che speriamo siano il preludio di qualcosa di più. Leao? Solo 5 reti e alcune partite no.

Pulisic dal canto suo è il secondo miglior marcatore del campionato, con ben 8 reti. E non è la prima volta che performa meglio di Leao che secondo Ravezzani lo sta comunque mettendo in ombra: “Nelle ultime 3 stagioni, Pulisic a quota 50 tra gol e assist, Leao è a 40. Eppure l’americano gode di molta meno attenzione e cantori rispetto al portoghese”, afferma il cronista ricordando anche che il più decisivo, in attacco, è l’americano.
A conti fatti, le cose stanno così anche in Nazionale facendo chiedere a molti esperti se, alla prova dei fatti, Pulisic non sia veramente più preparato di Leao a gestire i grandi impegni sportivi: 82 presenze e 32 reti contro le 5 in 43 presenze del portoghese e, considerando anche il divario tecnico tra Portogallo ed USA, è tutto dire. Vedremo ai Mondiali 2026 chi dei due sarà più in forma, visto che siamo in tema.