Dopo la vittoria sul Cagliari e l’entusiasmo per aver conquistato momentaneamente la vetta, per Allegri è arrivata la doccia fredda: il motivo è uno.
Il Milan apre il nuovo anno con una vittoria sofferta, di quelle che valgono più per la classifica che per il palato. A Cagliari è arrivato un successo di misura, sporco e durissimo, maturato in una gara in cui la fisicità ha avuto la meglio sullo spettacolo. Un campo reso viscido dalle condizioni, continui scivoloni e duelli aspri hanno spezzettato il gioco, trasformando la partita in una battaglia più che in un’esibizione tecnica. In questo contesto, i rossoneri hanno mostrato carattere, ma anche limiti evidenti. Il gol decisivo porta la firma di Rafael Leao, ancora una volta uomo copertina – in negativo e in positivo – in una serata complicata. Il portoghese ha risolto una gara bloccata, confermando come, nei momenti di difficoltà, il Milan finisca per aggrapparsi sempre alla sua qualità. Una vittoria di “horto muso”, che consente alla squadra di Massimiliano Allegri di restare agganciata al treno delle prime, ma che non cancella le perplessità su una rosa apparsa corta e spesso in affanno.
In Sardegna si è visto anche l’esordio di Niclas Fullkrug, accolto con curiosità e aspettative. Il centravanti tedesco ha dato qualche segnale interessante in termini di presenza fisica e movimenti, ma è evidente che servirà tempo per inserirlo pienamente nei meccanismi. E soprattutto, è chiaro che un solo innesto non può bastare a colmare tutte le lacune di una squadra che, pur vincendo, continua a dare l’impressione di essere incompleta. Ed è qui che entra in gioco il tema mercato. Igli Tare è chiamato a guardare oltre l’oggi, ma il mercato invernale rossonero sembra destinato a procedere a passo lento. Non per mancanza di idee, bensì per vincoli economici che stanno condizionando pesantemente le strategie del club. Una situazione che, inevitabilmente, alimenta il dibattito e le critiche.
Errori da “vecchia gestione”, per Pellegatti è questo il motivo: il mercato del Milan è in stallo
A puntare il dito è stato Carlo Pellegatti, intervenuto sul suo canale YouTube commentando un’analisi del Corriere della Sera. Secondo Pellegatti, il Milan non può permettersi investimenti a gennaio per non peggiorare il bilancio, soprattutto dopo la mancata qualificazione alla Champions League. Ma il giornalista va oltre il dato economico e centra il punto sulle responsabilità. Pellegatti si chiede se davvero la situazione attuale sia frutto del destino o del “karma”, oppure se non derivi piuttosto da scelte sbagliate compiute nella scorsa stagione. Il ragionamento è diretto: se il Milan oggi non è in Champions e non può spendere, la causa va ricercata nelle decisioni dirigenziali del passato. E a pagarne il prezzo, secondo lui, sono tutti.

Allegri, che avrebbe bisogno di rinforzi; Tare, che si ritrova con “il porcellino vuoto”; i giocatori, privati di nuovi compagni; e i tifosi, sempre presenti ma senza la garanzia di una squadra realmente competitiva. Il concetto è quindi chiaro e allo stesso tempo scomodo: gli errori di ieri stanno condizionando il Milan di oggi. La vittoria di Cagliari è un segnale di resilienza, ma non basta a nascondere una realtà fatta di limiti strutturali. E mentre il campo continua a chiedere risposte, il mercato resta bloccato, prigioniero di scelte che il club ora è costretto a pagare.