Mancano più di tre mesi ai playoff che l’Italia dovrà affrontare a marzo, ma per Gattuso è arrivata già la doccia gelata: addio inevitabile.
Il calendario ha smesso di concedere alibi. Per l’ennesima volta negli ultimi anni, l’Italia si ritrova costretta a passare dal sentiero più impervio: quello dei playoff mondiali. Un percorso breve, secco, senza possibilità di appello, che accompagna gli Azzurri verso la primavera con un carico emotivo enorme e una pressione che va ben oltre il valore tecnico delle singole partite. Le avversarie sono note, le date fissate, e il margine di errore è semplicemente pari a zero. Il primo ostacolo sarà una semifinale da dentro o fuori contro l’Irlanda del Nord, seguita – in caso di successo – da una finale che mette in palio l’accesso diretto al Mondiale 2026. Un format che non perdona cali di concentrazione né giornate storte. Per questo lo staff azzurro sta già lavorando su due piani paralleli: da un lato la costruzione di una squadra affidabile dal punto di vista tattico, dall’altro la gestione mentale di un gruppo chiamato a convivere con i fantasmi del passato recente.
In questo contesto, ogni dettaglio pesa. Lo stato di forma dei singoli, la profondità delle alternative, la capacità di cambiare volto alla partita anche a gara in corso. Il commissario tecnico osserva con attenzione il campionato, consapevole che i playoff richiedono giocatori pronti subito, abituati alla pressione e in grado di reggere ritmi alti in partite che non concedono recupero. Scegliere i convocati giusti in vista della sfida di marzo sarà cruciale, ma intanto arriva una brutta notizia dall’Arabia.
Bernardeschi si ferma sul più bello: la Nazionale ora si allontana
In questo quadro già complesso si inserisce la brutta notizia arrivata dalla Supercoppa: l’infortunio di Federico Bernardeschi. L’esterno del Bologna è stato costretto ad abbandonare il campo al 39’, dopo uno scontro di gioco che gli ha provocato un serio problema alla spalla. Le immagini e, soprattutto, le prime sensazioni raccolte a caldo non lasciano grande ottimismo, in attesa degli esami strumentali che chiariranno l’entità dello stop. Il tempismo è crudele. Bernardeschi stava attraversando una fase estremamente positiva, forse la migliore da quando è tornato protagonista nel calcio italiano. Nel sistema di Vincenzo Italiano aveva ritrovato centralità, continuità e fiducia, diventando un riferimento tecnico e tattico per una squadra in crescita. Le sue prestazioni, fatte di corsa, qualità e sacrificio, non erano passate inosservate nemmeno a livello federale.

Il suo nome stava per tornare d’attualità anche in ottica Nazionale. Non come semplice comparsa, ma come possibile alternativa credibile sugli esterni, soprattutto in un momento in cui servono giocatori capaci di adattarsi a più ruoli e di reggere partite ad alta intensità. L’infortunio, invece, rischia di interrompere bruscamente questo percorso. Difficilmente Bernardeschi sarà disponibile per la prossima di campionato, se non oltre, e il timore è che lo stop possa protrarsi oltre il breve periodo. Uno scenario che complica non solo i piani del Bologna, ma anche le prospettive azzurre del giocatore, proprio mentre sembrava aver rimesso insieme tutti i pezzi della propria carriera.